L’ABC della cistite - Prova2

Conoscere la cistite

Partendo dalla definizione di cistite, il presente articolo affronta la differenza tra cistite batterica e cistite abatterica, fornendo qualche consiglio fondamentale su quale sia la migliore strategia di gestione.

Cistite
Come tutti i termini medici che terminano in -ite, la cistite è un’infiammazione della vescica. Più precisamente, è un’infiammazione dell’urotelio, la parete che riveste l’interno di vescica e uretra.
Per fornire un punto di riferimento concreto, si potrebbe paragonare l’interno della vescica all’interno della guancia: una mucosa in costante contatto con un liquido (urina nel primo caso, saliva nel secondo) che si può facilmente danneggiare, irritare o alterare (basti pensare alle afte o alla spiacevole sensazione che si prova dopo aver mangiato un cibo troppo caldo).
Sebbene sia vero che nella maggior parte dei casi l’infezione è causata da batteri patogeni (come Escherichia coli), è fondamentale non dare per scontato di avere un’infezione in corso, quindi assumere un antibiotico alla cieca e rischiare di sviluppare micosi e disbiosi.
Il termine ‘cistite’ dovrebbe sempre essere seguito da un aggettivo qualificativo che ne specifichi la natura infettiva o non-infettiva: nel primo caso, cistite batterica; nel secondo caso, cistite abatterica.
I due seguenti paragrafi ne illustrano la differenza.

Cistite batterica
I batteri patogeni sono dotati di lectine fimbriate, brevi filamenti che, grazie alle adesine, permettono loro di fissarsi saldamente all’urotelio e non essere espulsi attraverso il flusso urinario.
In un secondo momento, i batteri iniziano a proliferare (1 generazione ogni 45 minuti); anche la seconda generazione si fissa alla mucosa, così come la terza, la quarta, e così via.
In questo modo, in pochissimo tempo la vescica si ritrova cosparsa da milioni di microlesioni, l’irritazione si trasforma in infiammazione ed ecco che si scatena la cistite batterica.

Cistite abatterica
Questo tipo di cistite è più complessa e può essere causata da diversi fattori. Il presente paragrafo descrive la situazione più frequente.
In seguito a un nuovo episodio acuto di cistite batterica si è deciso di ricorrere all’assunzione di antibiotico. Nella maggior parte dei casi questo comporta l’eliminazione di una parte dei batteri – non di tutti. Ne risulta che la parete vescicale è ancora infiammata.
Torniamo al paragone con l’interno della guancia; anche se il boccone bollente non è più in bocca, ci vogliono alcuni minuti – se non ore – prima che il dolore passi. Nel caso della vescica è ancora peggio, perché l’urotelio non ha tregua:

  • le urine sono sempre presenti (impossibile arrestare il filtraggio renale) e hanno un pH acido (come mettere del succo di limone su una ferita, o su un’afta); quindi l’irritazione continua
  • l’assunzione di antibiotico provoca la liberazione di tossine e ossidanti, che prolungano di qualche giorno l’aggressione meccanica della parete
  • la sensazione di bruciore durante la minzione provoca piccoli crampi e il riflesso deleterio di non riuscire a svuotare completamente la vescica
  • se si mangia o si beve qualcosa che acidifica le urine, il pH si abbasserà e i dolori si intensificheranno.

Quindi, il rischio è che la persistenza dei sintomi dia l’impressione che i batteri patogeni siano ancora presenti. Questo probabilmente causerà un circolo vizioso: ulteriore assunzione di antibiotico (inutile e doloroso), tutti gli altri sintomi di conseguenza si aggraveranno, l’infiammazione si scatenerà, gli antibiotici ripetuti creeranno uno squilibrio nella flora fisiologica (disbiosi), che a sua volta provocherà anche un’infiammazione vaginale (vaginite), e la condizione della vescica peggiorerà sempre di più.

Cosa fare in caso di cistite?
Chiariti questi meccanismi, rimane una domanda: come è bene agire in caso di cistite? La prima cosa da fare è un’urinocoltura accompagnata da analisi delle urine. Solamente in funzione dei risultati sarà chiara la natura dei disturbi (cistite batterica o abatterica) e il conseguente iter da seguire. E nel frattempo? Cosa fare in attesa dei risultati? La risposta è in quest’altro articolo. E più in generale, come sbarazzarsi della cistite? Ecco qualche consiglio in quest’altro articolo.

Post Your Comment

Supporto Informativo e Consapevolezza

Comprendere la Cistite è il Primo Passo per Prevenirla

Quis autem vel eum iure reprehenderit rui in ea voluptate velit esse quam nihil moles illum rui dolorem eum fugiat…
Suscipit laboriosam, nisi ut aliruid commo nostrum veniam…
Ricevi aggiornamenti su prevenzione, microbiota e strategie naturali.
Prova2
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.