Cistite e isterectomia
Recenti pubblicazioni sul nostro gruppo Facebook hanno messo in evidenza la necessità di definire più chiaramente l’isterectomia come un fattore predisponente e precipitante della cistite, compresa quella post-coitale.
Parliamo di donne sottoposte a isterectomia parziale (ablazione dell’utero) o totale (ablazione di utero, tube di Falloppio e ovaie) allo scopo di fronteggiare adenomiosi, endometriosi, rischi tumorali, una problematica oncologica o un prolasso in stadio avanzato.
In un contesto simile la cistite appare come una problematica minore, meno grave agli occhi dei sanitari che non metteranno in guardia il paziente da infezioni urinarie che potrebbero cronicizzarsi per ragioni direttamente conseguenti all’intervento.
Vi propongo in questo articolo di fare un po’ di chiarezza sui meccanismi che legano questa operazione alla cistite acuta e alle sue eventuali recidive.
1) L’ablazione dell’utero crea un “vuoto” anatomico nel pavimento pelvico; gli organi restanti dovranno dunque “riorganizzarsi” in questo spazio e tenderanno ad avvicinarsi (come se scivolassero). Parliamo di centimetri, beninteso.
2) l’avvicinamento dell’ultima porzione del colon e della vescica si verifica a seguito dell’assenza di ostacoli “fisici” tra i due organi (l’utero che è stato tolto), dunque una facilità maggiore di risalita/migrazione batterica;
3) A questi cambiamenti anatomici si aggiunge lo stress per l’organismo causato da: anestesia, intervento chirurgico, terapia antibiotica di copertura durante e/o dopo l’intervento, ansia, etc.
4) E’ frequente l’abbinamento isterectomia/ingresso in menopausa, indotta dalle terapie ormonali. In altri casi le donne sottoposte ad isterectomia sono già in menopausa.
L’insieme di questi elementi costituiscono dei fattori di rischio oggettivo di disbiosi vaginale e infezioni urogenitali opportuniste sia per risalita che per migrazione batterica.
A questo si aggiungerà che i rapporti sessuali, a causa degli sfregamenti e delle possibili alterazioni dell’ecosistema vulvovaginale e anche in virtu’ di un avvicinamento anatomico maggiore tra vescica e intestino durante il coito, saranno un fattore di rischio delle cistiti.
Rispetto ad una situazione cosi delicata, le misure preventive da mettere in campo sono diverse:
– dal punto di vista intestinale, evitare assolutamente rallentamenti del transito;
– dal punto di vista vaginale, controllare lo stato della flora di Doderlein (con tampone vaginale) e utilizzare localmente probiotici e crema idratanti;
– dal punto di vista vescicale: evitare l’adesività batterica e combattere la presenza dei biofilm;
– al momento dei rapporti, mettere in campi tutte le misure preventive per evitare migrazioni /risalite batteriche.”
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